Shari’ah che in arabo significa letteralmente “strada, sentiero, la via diritta” impropriamente identificata come “legge islamica" è un insieme di regole e principi da cui vengono ricavate normative e leggi, le cui fonti sono Corano e Sunnah (la tradizione del Profeta, trasmessa negli hadith), e che tutte le scuole giuridiche islamiche concordano nel considerare come fonti; altre fonti so l’igma’, consenso della comunità tutta, e il qiyas ragionamento per analogia, che non sono riconosciute da tutte le scuole e sollevano maggiori dubbi sulla loro legittimità

La Sharia’ah è la base eterna delle leggi che invece si evolvono e si sviluppano mutando le condizioni del mondo musulmano, e cambiano col cambiare dei tempi e delle situazioni a cui si riferiscono e, come ricorda la studiosa americana di origini bengalesi Asma Afsaruddin,"la shar'ia è una guida ideale che orienta la vita dei credenti e delle credenti", ma per affrontare i casi concreti della quotidianità, questi principi devono essere tradotti in norme pratiche: questo è compito del fiq, che potremmo identificare come " giurisprudenza islamica" elaborata dai diversi giureconsulti /giuristi (fuqaha).

La Shari’ah idealmente ha uno scopo preciso: instaurare la giustizia nella società sulla base della solidarietà fra esseri umani, tra governo e cittadini. La Shari’ah non è imposta, ma si sceglie se agire in suo nome secondo volontà e consapevolezza. La Shari’ah auspicherebbe una società libera capace di autodeterminarsi e padrona delle proprie risorse. La Shari’ah indica ciò che immutabile per l’Islam, la forma di culto, e i principi per impedire alcuni mali sociali, oltre i principi di giustizia sociale, economica e politica. Tutto il resto è passibile di dinamico cambiamento. Questo principio si chiama igtihad.

L’igtiahd è lo sforzo che si compie per comprendere una questione della shari’ah. Questo sforzo può essere un nuovo metodo di ragionamento, di una nuova impostazione sociale o intellettuale .Quando l’interpretazione della shari’ah dopo l’igtihad o sforzo intellettuale ottiene l’igma' o consenso della comunità musulmana, entra a fare parte della legge islamica. La legge islamica si evolve dinamicamente e si amplia seguendo allora questa sequenza: igtihad sforzo o ragionamento generale, igma’ consenso della comunità, shura consultazione, e istislah interesse pubblico che produce un cambiamento dinamico all’interno delle società islamiche. Il problema dell’Islam rispetto a questa sua versione ideale è che nel corso del tempo alla visione più aperta di ragionamento e analisi della shari’ah in funzione dinamica si è sostituita una pratica molto restrittiva e oscurantista.

A partire dal XIV secolo gli studiosi di scienze religiose, gli ulema’ iniziarono un processo di restrizione e gestione del sapere nel campo della conoscenza giuridica che dette avvio all'inarrestabile declino della civiltà islamica e ne frenarono l’evoluzione in senso dinamico e positivo. Si resero limitati gli ambiti di concetti quali lo ‘ilm, la conoscenza, nel senso di conoscenza religiosa, l’igma’ si intese non come consenso della comunità ma come consenso dei dotti, e venne “chiusa la porta dell’igtihad” ossia ogni discussione in campo religioso divenne nei fatti impossibile.

In ogni caso con il metodo interpretativo non esiste una “voce unica" nell'Islām in particolare quello sunnita, non c’è un Papa, né un clero centralizzato, non vi sono sacerdoti, non ci sono ministri di culto, non c'è un'autorità superiore nelle controversie fra dotti nell’Islam: Questo rende l’Islam profondamente orizzontale, plurale, dinamico.

Per approfondire leggi qui

© riproduzione riservata, tutti i contenuti sono frutto dello studio e dell'opera divulgativa di Giuliana Cacciapuoti. Per qualsiasi richiesta scrivere a info@giulianacacciapuoti.it

Giuliana Cacciapuoti - esperta in cultura islamica e del mediterraneo

Iscriviti alla newsletter

Giuliana Cacciapuoti
P.IVA 08039621217

Graphic and design: Sokan Communication | Photo by Monica Memoli - Emanuele Di Cesare
Privacy Policy - Cookies Policy
Sito protetto da reCAPTCHA: Privacy - Termini