Il palazzo e il giardino di Chehel Sotoun in Iran, situati nella regione di Isfahan, ricoprono un’area di circa 67 000 metri quadri, l'area è inclusa tra i 9 giardini persiani riconosciuti come Patrimonio UNESCO dell'Iran.
Questo giardino, insieme al suo glorioso palazzo centrale, è uno dei ricordi del dominio safavide a Isfahan, progettato dallo sceicco Bahahei dopo aver scelto Isfahan come capitale dello Stato.
Il nome Chehel Sotoun, ovvero “Quaranta Colonne”, si pensa che derivi dal riflesso delle venti colonne del padiglione sulla lunga vasca rettangolare che lo precede, creando un’illusione sull'acqua facendo apparire 40 colonne. Questa visione specchiata è al cuore dell’estetica persiana, dove realtà e riflesso si confondono, suggerendo un mondo sospeso tra terreno e divino. Il giardino, oltre a essere luogo di bellezze visive e sensoriali, era anche spazio cerimoniale e politico, decorato con pitture murali per esaltare il potere safavide, la dinastia di origine turkmena che dal 1501 al 1722 si impose nella regione come potenza sciita.
L’architettura nel giardino persiano è anche fattore fondamentale a causa del clima torrido, che richiede ci siano padiglioni e archi, per creare zone d’ombra e di riposo. L’acqua scorre per tutta la lunghezza in grandi vasche decorate con fontane e zampilli, qui si riflettono le piante, le mura e i colori degli edifici circostanti, spesso ricoperti di maioliche policrome e vetrate colorate.
La vegetazione è composta prevalentemente da numerose varietà di fiori, cui si aggiunge la folta vegetazione fatta di palme, alberi e siepi di vario tipo. Il palazzo che si trova all'interno del giardino ospita oggi un museo visitabile, dedicato all’arte e all’architettura safavide. Il periodo migliore per visitarlo è in primavera o autunno, quando il giardino è rigoglioso e il clima è ideale.
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