Iman Mohamed Abdulmajid Bowie: nera, somala, musulmana; scomparsa dalla narrazione legata al leggendario David, una delle icone pop più amate, di cui è stata la moglie per ventisei anni: Musa e compagna ideale, simbolo dell’amore interraziale, per misogina o conformismo, poco ricordata.
Nata a Mogadiscio il 25 luglio 1955, in una famiglia musulmana, il suo nome significa "Fede" in arabo, super top model per Gucci Versace e St Laurent che la definì il ‘donna di sogno e perfezione’, prima modella nera in assoluto testimonial di un marchio di cosmetici, avrebbe mantenuto ancora oggi la sua fama di icona di bellezza e stile, se si fosse attenuta a promuovere suoi marchi e prodotti di bellezza, come tutte le altre, e non avesse voluto affrontare temi ben più spinosi: l’origine africana, l’essere musulmana e svolgere una professione non ammessa dal canone religioso coranico, essere “femminista disincantata” e donna d’affari.
La sua autobiografia scritta con l'intento di far riflettere su come i meccanismi dell’industria della moda, la politica, le diversità etniche influenzino la vita delle giovani top model dopo di lei, mostra chiaramente quanto abbia scelto posizioni impopolari. Confermando il suo spirito musulmano commenta per sé e la sua vita che “Iddio possa avere misericordia per la mia anima se ho peccato"; non mancando di un pizzico di autoironia e intanto impegnandosi a svelare i meccanismi impietosi dei circuiti dell’industria del fashion.
Il lungo matrimonio con David Bowie non le restituisce maggior fama, perché non ha mai acceso riflettori sulla malattia e morte del celebre partner, su cui ancor oggi mantiene il riserbo, e nonostante sia indubbia la sua influenza positiva nella sua vita e arte, Outside, Heathen, The Next Day e Blackstar alcuni esempi, non si perdona a Iman la sua fede musulmana: dichiarata pubblicamente anche con frasi chiare e dirette sul suo essere donna di fede e non musulmana di facciata, orgogliosa delle radici somale e islamiche. Lo scrittore britannico Hanif Kureish osserva che nonostante il legame intellettuale e affettivo di David Bowie con Iman fosse solido, non si considera mai il ruolo che l’identità africana e musulmana abbia avuto un ruolo importante per la musica e l’arte del suo compagno di vita.
“Black Tie,White Noise” scritta all’indomani delle rivolte di Los Angeles nel 1992 sui temi razziali, il canto del cigno 2016, Black Star, che non nasconde mistero e significati occulti, ma è proprio un omaggio alla Ummah africana e alla cara moglie Iman, all’ ambiente casalingo, multiculturale e plurilingue, in cui serenamente Bowie aveva vissuto, e ascoltando il suono della lingua somala con cui la moglie parlava ai suoi parenti, capendone nemmeno una parola, da quel mondo Ziggy Sturdust aveva tratto amore incondizionato.
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Fonte: Saliha Enzenauer, The Washington Post, October 3, 2022.