Un Hadith, in arabo "racconto" preserva nel tempo la trasmissione orale di detti e fatti e l’insieme dei comportamenti del Profeta. È la seconda fonte teologica e giuridica dell’Islam.

L’Islam ha due fonti principali: Il Corano, la parola di Dio rivelata al Profeta Muhammad e l'insieme degli insegnamenti del Profeta, che riportano le sue parole, le sue azioni e quanto approvava anche in maniera tacita. Questi insegnamenti sono chiamati Sunnah (letteralmente la via, la direzione) e le raccolte di testi conosciuti come Hadith (pl.aḥādīth). Questi episodi della vita del Profeta sono state tramandate dalle persone a diretto contatto con Muhammad, quindi i suoi primi "Compagni" le persone più vicine, i familiari, i conoscenti e via via trasmesse alle generazioni successive, fino a essere registrati in raccolte vere e proprie.

Le raccolte giunte attraverso una catena di trasmissione orale e poi scritta, la cui validità deve essere sempre verificata, tanto da dare origine a studi specifici e poter così dare una classificazione della loro veridicità e autenticità, ossia se riferibili a una fonte diretta, indiretta e se il racconto sia esatto, plausibile oppure dubbio, sono quelle accettate e riconosciute come autorevoli. Il ricorso alla Sunnah o tradizione del Profeta si riferisce tanto a importanti questioni teologiche quanto a risolvere temi della vita quotidiana, attinenti al comportamento corretto del credente o della credente.

Il Corano invita alla preghiera, la Sunnah, che riporta nelle cronache come Muhammad pregasse, come dove e quando, ha permesso ne ha permesso la regolamentazione , definito gli altri "Pilastri dell'Islam" gli obblighi principali, dall'elemosina rituale al pellegrinaggio, una sorta di manuale per metterli in pratica. Senza conoscere gli insegnamenti del Profeta, non si può seguire davvero il suo esempio.

La raccolta degli hadith iniziò attraverso la trasmissione orale poi man mano furono trascritti ,fino a costituire le principali raccolte approvate sia dai sunniti sia dagli sciiti. I "Sei Libri"( al-Kutub al-sitta) degli autori Sahih al-Bukhari, Sahih Muslim, Sunan di Ibn Majah, Sunan an-Nasa'i, Sunan Abu Dawud e Sunan at-Tirmidhi, sono i compendi più autorevoli. Gli sciiti hanno nei "Quattro Libri" l'insieme delle loro raccolte principali, attribuiti a Ali Ibn Abi Talib come al-Jami'a, il Kitab Ali, il Sahifa al-Fara'id e il Sahifa al-Itq. Estremamente importante e cruciale per garantire l'autenticità del hadith é la sua catena di trasmissione.

Gli studiosi svilupparono un metodo unico e molto rigoroso. Questo metodo aveva due parti principali, la prima la verifica dei narratori, gli studiosi controllavano attentamente chi trasmetteva l’ hadith, si assicuravano che ogni persona nella catena di trasmissione si fosse davvero incontrata con la successiva e che fosse affidabile, onesta e priva di motivi per falsificare un racconto. La seconda parte fu la valutazione della memoria dei narratori, confrontavano le versioni di più studenti per capire se qualcuno avesse commesso errori e in base a questi controlli, ogni Hadith veniva poi classificato come autentico, accettabile, debole o inventato.

L'invenzione di falsi hadith ha attraversato tutta la storia dell'Islam, sia per la legittimità del potere politico sia in ambito teologico e per le indicazioni religiose. La Sunnah continuando ad essere una fonte primaria di interpretazione e guida del mondo islamico la pone al centro del dibattito politico e religioso in diversi luoghi del mondo musulmano, e la sua autorità in tema legislativo soprattutto quando si tratta di "regimi" o governi che si ispirano direttamente alle fonti del diritto islamico la rendono estremamente significativa per dirimere questioni cruciali che attengono anche alla libertà autonomia dei popoli.

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Giuliana Cacciapuoti - esperta in cultura islamica e del mediterraneo

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