L’abbigliamento femminile delle musulmane è un terreno di scontro, si è pro o contro, rappresenta il simbolo visibile dell’appartenenza alla comunità islamica, orgoglio oppure disdoro quale segnale del ruolo subalterno delle donne nel consesso sociale delle società arabe e musulmane.

In Italia la moda islamica ha una sua ragion d’essere e l’aspetto identitario del velo è comunque importante; egualmente oggi è diventato un settore importante del mercato della moda, e numerose stiliste e imprenditrici, ciascuna con una sua personalità e obiettivi dichiarati si è guadagnata spazio e visibilità. La prima stilista a iniziare il cammino delle sfilate e della moda è Hind Lafram italo marocchina, le cui collezioni dal 2015 sono espressione del Modest Fashion, un modo di vestire per le musulmane, esempio di empowerment.

Il termine fu usato ufficialmente a Torino la città dove Lafram si è stabilita, a luglio 2015 in occasione di un simposio internazionale, in cui furono codificate le principali caratteristiche del vestire modestamente: abiti larghi e fluidi per non rivelare le forme del corpo e pochi centimetri di pelle scoperta; Lafram qui ha fondato la società Modest Fashion Italia SRL e depositato il marchio Hind Lafram, per infondere nel settore della moda attivismo, inclusione, rottura delle barriere e conoscenza, strumenti utili per una civile convivenza.

Tutte le religioni tendono a preferire per le donne un abbigliamento “appropriato” e decoroso, ma le stiliste musulmane con la loro visione indipendente veicolano prima di tutto un messaggio contro le oppressioni e discriminazioni imposte dalla società alle donne, indipendentemente dalla loro appartenenza o credo religioso. Non a caso solo l’11% delle sue produzioni sono acquistate dalle donne musulmane, il restante va a tutte coloro che desiderano vestire in modo morbido e confortevole.

Zineb Hazim, nata in Marocco, ma romagnola per residenza, presenta un abbigliamento che coniuga il suo essere italiana e musulmana, ha debuttato alla Milano Fashion Week nel 2021, con il sostegno della Afro Fashion Week e della Camera della Moda e ha raggiunto la ribalta mondiale partecipando nel giugno 2022 alla Moroccan Fashion Week, vetrina internazionale della abilità creative e artigiane tradizionali ideata da Hind Joudar francese di origine marocchina dal talento fantasmagorico, nota per i suoi abiti ricamati e raffinati.

Hazim crea abiti “glamour modest” per dare sostegno all’immagine materna abituata a portare il velo fin da piccola e guardata con pregiudizio in Italia. “Non sottomissione ma affermazione identitaria” Un messaggio nuovo e interessante, in ogni caso il messaggio della moda araba e musulmana italiana è chiaro: qui le donne d’affari con il velo vogliono prima di tutto sottolineare la loro indipendenza.

© riproduzione riservata. I contenuti sono frutto dello studio e dell’opera divulgativa di Giuliana Cacciapuoti. Per qualsiasi richiesta: info@giulianacacciapuoti.it

Giuliana Cacciapuoti - esperta in cultura islamica e del mediterraneo

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