Uno dei più grandi intellettuali musulmani Ibn Sīnā (presso Bukhara 980 1037) studioso, medico, filosofo, filologo, poeta, conoscitore commentatore e interprete del pensiero aristotelico, è l'autore de “Il Canone della Medicina” (Kitāb al-Qānūn fī at-ṭibb) una delle opere scientifiche fondamentali nella storia dell'umanità e del mondo islamico.
La grande considerazione per le scienze mediche spinse esperti siriani e persiani a tradurre in arabo le opere di Ippocrate e Galeno, e molti Califfi sostennero economicamente le traduzioni. Gli studiosi musulmani produssero scoperte, teorie e pratiche innovative, in campo medico, fino a diventare riferimento innovativo scientifico.
Ibn Sīnā chiamato dagli Arabi "ash shayk wa ar-rais" concepì il suo trattato come una raccolta enciclopedica del sapere medico, in un contesto in cui la conoscenza era esercizio e dovere etico. Nel Canone, Ibn Sīnā rappresenta la codificazione del sapere medico greco-arabo, attingendo a fonti disparate, con il contributo del sapere persiano e indiano, rielaborandole attraverso un metodo fondato su osservazione clinica, classificazione e ragionamento razionale. Questo approccio riflette pienamente l’epistemologia islamica medievale, in cui la scienza (‘ilm) è una forma di comprensione ordinata della creazione, come uno strumento per comprendere l'ordine razionale e divino della creazione.
L’opera è strutturata in cinque libri che affrontano principi teorici della medicina, farmacologia, patologie degli organi, malattie sistemiche e farmaci composti. Questa organizzazione sistematica non è casuale: rispecchia la tradizione intellettuale islamica volta a ordinare il sapere per renderlo trasmissibile, insegnabile e verificabile. La salute è possibile grazie all’equilibrio e la malattia insorge quando si creano squilibri umorali, la diagnosi delle cause permette di ristabilire il benessere. Tradotto in latino a partire dal XII secolo, Il Canone della Medicina diventa uno dei testi fondamentali dell’insegnamento medico nelle università europee fino al XVIII secolo.
Questo dato storico evidenzia il ruolo centrale della civiltà islamica luogo di elaborazione originale delle scienze. Pubblicato a Roma nel 1593 Il Canone fu uno dei primi libri arabi ad essere stampato. Il Canone della Medicina evidenzia il contributo delle culture arabe e islamiche alla costruzione del pensiero scientifico originale e moderno, al primato nello studio e nella ricerca come osservò Osler in “The Evolution of Moderne Medicine” è l’opera medica rimasta come riferimento per più tempo di qualsiasi altro testo.
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