Secondo la tradizione islamica, Laylatu al-Qadr è la notte in cui il Corano è stato rivelato al Profeta Muhammad, su di lui la benedizione e la pace, come recita la formula devozionale della tradizione musulmana. Si dice che questa notte sia di grande importanza spirituale e di elevato valore agli occhi di Allah.

Il termine al-qadr in arabo significa destino, decreto, misura, ma anche valore e potenza, sottolineando che questa notte non riguarda solo ciò che sarà scritto per l’anno a venire, ma possiede un significato intrinseco di grande importanza spirituale. Si crede che durante Laylatu al-Qadr le benedizioni e le preghiere siano particolarmente ben accette e che i peccati saranno perdonati. È il motivo per cui i musulmani e le musulmane la considerano un momento di benedizione e misericordia divina.

Laylat al-Qadr, conosciuta anche come la Notte del Destino, è una delle notti sacre del mese di Ramadan. Questa notte speciale cade nelle ultime dieci notti del mese di Ramadan, un periodo di particolare importanza spirituale. In questi giorni molti fedeli intensificano le pratiche devozionali, dedicandosi a lunghe preghiere notturne, alla recitazione del Corano e, in alcuni casi, al ritiro spirituale in moschea (iʿtikāf), come forma di raccoglimento e ricerca interiore. I Sunniti ritengono che possa verificarsi durante la 21ª, 23ª, 25ª, 27ª o la 29ª notte del mese, mentre gli Sciiti la collocano nella 19ª, 21ª o 23ª notte. Tuttavia, la data precisa non è determinabile e quindi le celebrazioni e le pratiche devozionali si svolgono durante diverse notti.

Secondo i calcoli dei calendari islamici per il 2026, si stima che Laylat al‑Qadr possa cadere nella notte del 17 marzo, corrispondente alla 27ª notte di Ramadan, ma sempre ricordando che il momento esatto può variare leggermente a seconda dell’avvistamento della luna. La XCVII Sura del Corano, intitolata al-Qadr (il Destino), contiene cinque versetti dedicati alla Notte del Destino.

Questi versetti descrivono la grandezza e la benedizione di questa notte, affermando che essa è migliore di mille mesi e che durante questa notte gli Angeli e lo Spirito (ar-Rūḥ) discendono con il permesso del loro Signore a fissare ogni cosa, portando pace e salvezza fino all’alba. In questa prospettiva, Laylat al-Qadr assume anche una dimensione cosmica: è il momento in cui il confine tra la dimensione celeste e quella terrestre si assottiglia, e il tempo umano viene toccato da una particolare manifestazione della volontà divina.

Secondo la tradizione sunnita, il Corano fu rivelato al Profeta Muhammad dall’arcangelo Gabriele in quest’occasione; per lo sciismo invece, la notte è legata anche alla discesa della conoscenza divina sull’Imam, inteso come guida spirituale della comunità, sottolineando così la continuità della guida divina nella storia.

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Giuliana Cacciapuoti - esperta in cultura islamica e del mediterraneo

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