Il giorno di Arafah (yawm 'Arafah) cade il 9° giorno del mese di Dhu al-Hijjah del calendario islamico, nel 2026, dovrebbe cadere martedì 26 maggio.
Rappresenta uno dei momenti di maggiore rilevanza spirituale nell’Islam ed è parte fondamentale del pellegrinaggio rituale, pilastro dell'Islam (Hajj) durante il quale i pellegrini si radunano nella piana di ʿArafāt in Arabia Saudita dominata dal Jabal al-Rahmah.
Coloro che partecipano al rito si dedicano alla preghiera, alla supplica e alla riflessione religiosa. Nella tradizione islamica, il Giorno di Arafah è considerato un giorno di particolare misericordia divina e di accoglimento delle invocazioni; ad esso viene inoltre associata la rivelazione del versetto coranico relativo al completamento della religione islamica. "Oggi v'ho resa perfetta la vostra religione, e ho compiuto su di voi i Miei favori, e M'è piaciuto darvi per religione l'Islàm..." (Bausani, Sura della Mensa, Corano V:3)
Per i musulmani che non partecipano al pellegrinaggio, il digiuno in questa giornata è fortemente raccomandato e, secondo gli insegnamenti profetici, è legato all’espiazione dei peccati dell’anno precedente e di quello successivo. Parecchi hadith parlano dei suoi meriti. Abu Qatada riporta: Il Profeta fu interrogato a proposito del digiuno di ‘Arafah. Rispose: ” [Digiunare questo giorno] espia i peccati commessi tra l’anno passato e quelli dell’anno a venire. Secondo un altro hadith riportato da ‘Aisha, moglie del Profeta: “Il digiuno di Arafah equivale a mille digiuni.” E Muhammad stesso disse: “Conto su Allah affinché il digiuno osservato il giorno di Arafah espia i peccati commessi durante l’anno passato e l’anno a venire ed affinché il digiuno del giorno di Ashura espia i peccati commessi durante l’anno precedente.”
Il Giorno di Arafah costituisce infine un’importante occasione di raccoglimento spirituale, incremento delle pratiche devozionali, carità e meditazione personale, ed è considerato una delle ricorrenze più significative dell’intero anno religioso islamico.
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