Molti dei dolci e delle preparazioni tradizionali del Mezzogiorno custodiscono tracce di un passato fatto di incontri tra popoli e culture.

Tra questi troviamo copeta, crustuli e scoratelli, ricette che pur essendosi trasformate nel tempo conservano ingredienti e tecniche riconducibili anche all'influenza della cucina araba nel Mediterraneo.

La copeta è un antico torrone preparato con miele, mandorle (o altra frutta secca) e in alcune varianti semi di sesamo. L'etimologia del nome è generalmente ricondotta all'arabo qubbayt (o forme affini), mentre il dolce presenta caratteristiche comuni a preparazioni diffuse nel mondo arabo e successivamente nel Mediterraneo occidentale. In Toscana, forse particolarmente nel senese, il torrone o copeta è ancora oggi un dolce di tradizione. I prestiti linguistici dall'arabo all'italiano comprendono molte preparazioni culinarie e altri prestiti linguistici gastronomici si ritrovano nei dialetti locali e nelle parlate regionali.

I crustuli, diffusi in Calabria e in altre regioni del Sud, sono dolci fritti ricoperti di miele. Sebbene non esista una prova che ne dimostri un'origine araba diretta, l'abbinamento tra frittura e miele è una caratteristica ampiamente documentata nella pasticceria medievale del Mediterraneo, influenzata anche dalla tradizione gastronomica islamica.

Gli scoratelli, presenti in diverse varianti locali, sono preparazioni della tradizione popolare realizzate con ingredienti semplici come farina, olio e miele. Anche in questo caso è più corretto parlare di una cucina nata dall'incontro di culture diverse che di una ricetta di origine esclusivamente araba. Tra il IX e il XIII secolo, la presenza islamica in Sicilia e gli intensi rapporti commerciali nel Mediterraneo favorirono la diffusione di ingredienti come zucchero, agrumi, mandorle e sesamo, oltre a nuove tecniche culinarie che lasciarono un'impronta profonda sulla gastronomia dell'Italia meridionale.

L’influenza araba ha lasciato un segno profondo nella cucina mediterranea, portando ingredienti, lavorazioni e nuove combinazioni di sapori che ancora oggi ritroviamo nelle ricette tradizionali. Una storia fatta di contaminazioni e scambi, dove ogni preparazione diventa un piccolo frammento di cultura da riscoprire.

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Giuliana Cacciapuoti - esperta in cultura islamica e del mediterraneo

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