Dopo la morte del Profeta Muhammad anno islamico 10 anno dell'Egira/632 d.C. la giovane comunità musulmana affrontò la necessità di individuare un successore, una guida spirituale e materiale oltre che politica del Profeta ma egli non aveva dato alcuna indicazione in merito.

Il califfo, khalīfa significa colui che viene dopo/successore, è capo e guida della comunità senza però ereditare la funzione profetica di Muhammad. I primi successori organizzarono il nuovo stato in ambito amministrativo militare giuridico ma non come legislatori, questo compito è solo di Dio.

Il califfo rappresenta la più alta carica politica della comunità musulmana, la Ummah, la governa e ne garantisce l'unità. Il primo successore del Profeta fu Abū Bakr, uno dei suoi primi compagni e dopo di lui furono scelti gli altri tre, sempre tra i primi seguaci che nella denominazione classica dell'Islam sono noti come califfi "ben diretti" in arabo ar-rashidun.

La questione della successione fu però anche all'origine di profonde divisioni: la tradizione sunnita riteneva legittima una scelta sulla base del riconoscimento della comunità, mentre quella sciita considerò ʿAlī, cugino e genero di Muhammad, autentico successore, propendendo per una successione ereditaria.

Gli Omayyadi instaurano a partire dal 661 d.C. un califfato dinastico e la capitale dello stato arabo fu spostato da Medina a Damasco. Ampliando i confini l'impero omayyade si estendeva fino all'attuale Uzbekistan al Sind e a ovest in Spagna. In seguito a lotte e guerre furono i discendenti di Abbas, uno zio di Muhammad, a conquistare il potere sterminando tutti gli Ommayyadi; essi fondarono Baghad, capitale di un impero islamico e non più solo di matrice araba di enormi dimensioni. La conquista e la caduta di Baghdad da parte dei mongoli di Hulagu nel 1258 pose fine al Califfato ma già a partire dal X secolo l'istituto era ormai in declino.

Nel corso della storia islamica molti tentativi di legittimazione dinastica attraverso il califfato e la successione diretta dal Profeta hanno avuto alterne fortune. L'ultima grande esperienza califfale fu quella ottomana, che terminò il 3 marzo 1924, quando la Grande Assemblea Nazionale Turca abolì ufficialmente il Califfato nell'ambito delle trasformazioni promosse da Mustafa Kemal Atatürk nella nuova Repubblica di Turchia e da allora, il Califfato non è più esistito come istituzione politica universalmente riconosciuta, nonostante i tentativi di autoproclamazione o restaurazione ancora oggi pericolosamente vitali e significativi nell'universo musulmano.

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Giuliana Cacciapuoti - esperta in cultura islamica e del mediterraneo

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