Abd ar-Raḥmān ibn Muḥammad ibn Khaldūn, il nome di famiglia con cui è universalmente noto, Ibn Khaldūn appunto, deriva da quello del capostipite della famiglia, che si mosse dalla regione dell’Ḥaḍramawt nello Yemen ad al Andalus nel sec. III dell'egira ossia IX secolo dopo Cristo.
Abd ar-Raḥmān ibn Muḥammad ibn Khaldūn, il nome di famiglia con cui è universalmente noto, Ibn Khaldūn appunto, deriva da quello del capostipite della famiglia, che si mosse dalla regione dell’Ḥaḍramawt nello Yemen ad al Andalus nel sec. III dell'egira ossia IX secolo dopo Cristo. Tunisi 732 h/1332 è il luogo di nascita, dei suoi studi e della formazione con i migliori esperti del sapere musulmano. La posizione familiare, la cultura e l’ingegno politico fin da giovane lo videro protagonista diplomatico in diverse regioni di Spagna e in Ifriqiya; fu anche ambasciatore alla corte di Pietro di Castiglia. Nel 784 h./1382 d. C. si recò in Egitto, ove fu per alcuni anni giudice supremo mālikita al Cairo; seguì al-Malik an-Nāṣir a Damasco, nella spedizione contro Tamerlano (1400-1402) poi tornò al Cairo dove morì nell' h/1406 d. C.
La biografia personale di Ibn Khaldūn è importante nella genesi e origine della sua opera, la grande storia universale e l’Introduzione, in arabo al-Muqaddimah, lavoro celeberrimo nel mondo ancora oggi. Nella Muqaddimah fissa i canoni di critica storica senza precedenti nella letteratura araba. L’elemento innovatore nel suo trattato è lo studio delle condizioni generali che regolano lo sviluppo delle società umane, a partire dall'influenza del clima, e individuando i due tipi principali di vita associata, il nomade e il sedentario,” i cui caratteri e le reciproche reazioni appaiono così chiari e ricchi di conseguenze nella storia della conquista araba e in quella dell'Africa del Nord”. Individua la ‛aṣabiyyah, lo spirito di solidarietà e legame intimo di appartenenza tribale e religiosa proprio dei popoli giovani e soprattutto dei nomadi, come spirito propulsivo e riconosce le cause di decadenza, nelle civiltà sedentarie che pongono le condizioni per nuove invasioni e vittorie di popoli nuovi e specialmente nomadi in cicli storici determinati. Dopo queste premesse e secondo esse, i Prolegomena studiano il divenire degli stati e delle città, in ogni aspetto, una parte importante e significativa è dedicata alla storia dei Berberi, la popolazione autoctona nel Nord Africa.
Ibn Khaldūn è universalmente riconosciuto come il padre fondatore della sociologia e della storiografia moderna e il suo pensiero è ancora centrale nell’ambito degli studi di sociologia del mondo musulmano e islamistica, la figura ha rappresentato un punto di riferimento teorico fondamentale. Khaled Fouad Allam (1955–2015), sociologo algerino naturalizzato italiano, formatosi alla Sorbona di Parigi sotto la guida di Mohammed Arkoun è stato uno dei più importanti studiosi delle dinamiche del mondo arabo-islamico contemporaneo e del suo rapporto con l'Occidente.
Il legame intellettuale tra e gli studi su Ibn Khaldūn si è sviluppato principalmente su tre fronti: la riscoperta delle origini classiche e l'analisi sociologica. Fouad Allam ha sempre promosso l'uso del metodo sociologico e comparativo per analizzare l'Islam. Per fare questo, faceva spesso riferimento al dinamismo intellettuale dell'epoca classica islamica. In questo contesto, Ibn Khaldūn veniva da lui studiato e citato non solo come figura storica, ma come pensatore chiave che ha anticipato di secoli le scienze umane occidentali, capace di spiegare le strutture sociali, l'evoluzione delle civiltà e i concetti di potere.
Il concetto di ‛aṣabiyyah applicato alla geopolitica moderna per le analisi geopolitiche come sui mutamenti nel Maghreb, la crisi dello Stato-nazione o i fenomeni di frammentazione identitaria, le categorie analitiche khalduniane e il valore di ‛aṣabiyyah individuato da Ibn Khaldūn come 'spirito di corpo', coesione sociale o solidarietà tribale che determina la nascita e la caduta dei regimi, fu utilizzato da Allam per spiegare i conflitti identitari, la transizione dei modelli comunitari e la debolezza delle istituzioni statali contemporanee nel mondo arabo.
Fouad Allam è stato protagonista nel accademico italiano ed europeo sulla storiografia araba, e ricordiamo che fu tra i protagonisti del seminario di studi intitolato "Ibn Khaldūn e la Storia degli arabi" tenutosi a Napoli (Palazzo Serra di Cassano), volto a tracciare ponti culturali tra le intuizioni del pensatore trecentesco e la modernità globale; settimana di studi a cui la scrivente di questo post ha avuto l’onore di prendere parte.
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