Una varietà di strumenti musicali dalle diverse origini e caratteristiche, la grande estensione geografica dei territori arabo-islamici, le diverse epoche storiche e gli intensi contatti e contaminazioni con numerosissime culture: ciò permette di utilizzare per la musica araba classica e popolare, strumenti dalle più diverse caratteristiche.

L’oud, è uno degli strumenti simbolo. Strumento a corde dalla caratteristica forma a pera, era già noto in epoca preislamica presso i Lakhmidi di al Hira: si sa da fonti letterarie che il liuto persiano fu introdotto in Arabia durante la costruzione della Ka'aba forse proprio da maestranze straniere. Il flauto verticale o persiano, il nay fu invece introdotto successivamente.

Egualmente caratteristiche delle sonorità araba sono le percussioni. Bendir, un tamburo a cornice, è diffuso dal Nord Africa fino all’Asia sud-occidentale. Daf, anch’esso appartenente alla famiglia dei tamburi a cornice, è presente anche nelle tradizioni musicali di Turchia e Iran. Il Qanun ha un ruolo centrale nella musica; fu chiamato così, poiché la parola araba qanun significa "legge" e la cetra trapezoidale a 48 corde, fu lo strumento chiave che stabiliva il tono per gli altri strumenti e chi cantava.

La sua presenza in tradizioni musicali differenti, influenzò il salterio medievale, testimonia gli scambi culturali che hanno accompagnato la storia della musica della regione mediterranea. Una formazione della musica araba tradizionale, il takht comprende generalmente qanun, oud, nay e violino con l'aggiunta di uno strumento a percussione, creando un piccolo ensemble in cui strumenti melodici e ritmici suonano insieme.

Un ruolo centrale è svolto dal maqam, un sistema che organizza le melodie e ne definisce il carattere. I diversi maqamat permettono infatti di costruire e sviluppare le melodie secondo regole e percorsi melodici propri della tradizione musicale araba. A questo si aggiungono i cicli ritmici, sequenze di battiti che si ripetono e danno struttura al ritmo. La disapprovazione dei giuristi per la musica, fino al totale ostracismo di ogni forma canora e musicale, non sembra avere mai avuto molta efficacia sin dai primi secoli dell'islam fino ad oggi, tranne nei casi in cui la si bandisce con violenza nei regimi fondamentalisti, cantanti e canzoni classiche sono fonte di gioia per il vasto pubblico arabofono.

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Giuliana Cacciapuoti - esperta in cultura islamica e del mediterraneo

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