Ho il piacere di condividere la serie di miei articoli “Profili, memorabili donne musulmane”.

Ritratti originali e personali scritti per accendere una luce sul mondo musulmano contemporaneo con uno sguardo di genere.

Donne diverse per nazionalità e “peculiarità” descritte nel loro contesto culturale.

Protagoniste famose e molto note nel mondo musulmano, rappresentano aspetti molto diversi del mondo islamico, con l’intento di fornire uno spunto per il dibattito e la riflessione.

Giuliana Cacciapuoti

 

L'elenco di articoli è in continuo aggiornamento:

Takoua Ben Mohamed

Ettijah: Dalya Ramadan, Nadin Odeh, Diala Shahee, Palestina

Samia Suluhu Hassan, Tanzania

Najla Bouden Romdhane, Tunisia

Shinta Ratri, Indonesia

Rayyanah Barnawi, Arabia Saudita

Mona el Hallak, Libano

Rim Turkmani, Siria

Karishma e Sumaira Inayat , Pakistan

Shirin Neshat, Iran

Dawar, Egitto

Ilan Omar, Somalia

Zahra Aga Khan

Asma Barlas, Pakistan

Ghada Amer, Egitto

Narges Mohammadi, Iran

Fatema Baj

Fadwa Tuqan

 

Nota inserita in Giugno 2025

L’attenzione e l’interesse per donne definite “memorabili” e le cui biografie sono raccontate nel sito, in virtù del loro ruolo, della visibilità, e delle loro dichiarazioni di principio a favore dei diritti umani, ci obbliga a
seguirne le attività intraprese, quale l’evoluzione, e verificare la coerenza e l’attuazione dei loro intenti.

Per questo motivo è importante che brevi note aggiuntive aggiornino i profili pubblicati.

Alla luce di quanto la cronaca riporta su alcune protagoniste di cui abbiamo raccontato ci sembra necessario informare a distanza di tempo sul loro operato, e segnalare quanto dei principi annunciati siano stati effettivamente messi in pratica in alcuni brevi capoversi in calce al profilo pubblicato in precedenza.

Samia Suluhu Hassan è la prima Presidente della Tanzania; nativa di Zanzibar, arcipelago che fa parte della Tanzania odierna, un territorio a maggioranza musulmana. Samia Suluhu Hassan, aveva addirittura dichiarato, che a costo di perdere le future elezioni presidenziali, il suo impegno attuale fosse eliminare le disparità tra le parti, ripristinare l’agone e il confronto politico. La Presidente aveva mosso passi di riconciliazione con l’opposizione e il 3 gennaio 2023 aveva revocato il divieto di organizzare raduni politici all’ opposizione, emanato dal suo predecessore Magufuli. Secondo The East African la leader cercava di consolidare il suo programma di riforme. Hassan voleva “rompere le catene” imposte alla libertà di associazione e al dibattito politico, ponendo le basi per una transizione democratica.
Dopo quasi due anni dalla sua elezione la situazione non è affatto così. La fonte giornalistica Nigrizia cfr www.nigrizia.it riferisce che non solo l’opposizione è stata repressa e molti oppositori incarcerati, tra cui il probabile candidato alla presidenza, Tundu Lisssu, accusato di tradimento, imputazione che prevede la pena capitale. La spirale di violenza aumenta e le violazioni per le minoranze pure. La presidente tanzaniana inoltre ha messo in guardia gli attivisti stranieri dall’”interferire” negli affari interni del paese, citando la preoccupazione per la sicurezza interna in vista delle elezioni dell’ottobre 2025.Insomma occorre dichiarare che tutte le speranze ben riposte in Mama Samia sono ad oggi disattese.

Najla Bouden Romdhane non è più in carica dal 2 agosto 2023.

Giuliana Cacciapuoti - esperta in cultura islamica e del mediterraneo

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